a gipsy in the kitchen | love, food, fashion.

a gipsy in the kitchen | love, food, fashion.: ottobre 2012

mercoledì 31 ottobre 2012

Happy Halloween!

Pumpkin Wonderland
(To the tune of: Winter Wonderland)
Screech owls hoot, are you listening?
Beneath the moon, all is glistening
A real scary sight, we’re happy tonight
Waiting in a pumpkin wonderland
In the patch we’re waiting for Great Pumpkin
We’ve been waiting for this all year
For we’ve tried to be nice to everybody
And to grow a patch that is sincere
Later on, while we’re eating
What we got trick-or-treating
We’ll share all our sacks of
Halloween snacks
Waiting in a pumpkin wonderland

E io me ne vado a Londra.
E io me ne vado a mangiare un sacco di fish&chips e bere buona birra scura.
E io vado a saccheggiare il guardaroba di mia zia, puntando dritto al GBV che mi aspetta da tanto, troppo tempo ormai.
E io vado da Top Shop a comprarmi un parka caldo.
E io corro a curiosare tra le bancherelle del mercato delle pulci.

E io vado a farmi aggrovigliare le mani tra le mani appiccicaticce di mio fratello.
E io vado a farmi spronare da quel carro armato che è mia sorella.
E io me ne vado a bere tè delle cinque e a mangiare tramezzini al cetriolo.
E io me ne vado a passeggiare tra il vento freddo, le foglie rosse e le rive del Tamigi.
E io me ne vado a cercare nuovi orsi, nuovi addobbi, che dobbiamo re inventarci il natale.
E io mi vado a perdere con la mia musica, le mie nostalgie, i miei pensieri, che diventi tutto questo un vuoto a perdere, mentre cammino per le strade di Londra.

E io me ne vado.

Ma torno, certo che torno.

Torno perchè poi domenica sera c'è il concerto dei Band Of Horses e il cantante, Ben Bridwell,  ve lo devo confessare, sarà il mio nuovo fidanzato: con barba, di Seattle e romantico.
E io ovviamente sarò lì a cantare tutte le sue canzoni, in prima fila.



martedì 30 ottobre 2012

Miracles are the norm. Chaos is the exception.


E oggi si parla di miracoli.

Si perchè pare che tutti noi siamo capaci di creare miracoli nella nostra vita.
Lo dice Yehuda Berg e io ci credo.


Poi siamo pure vicini ad Halloween: arancione, zucca, comfort food e la prima mostarda di stagione.
Come si fa a non credere ai miracoli.
Poi questo freddo lo trovo ristoratore: al mattino mi sveglia e mi da lo sprint per affrontare la giornata. In pausa pranzo mi ritempra dall'aria rarefatta dell'ufficio. La sera mi basisce e mi rende partecipe del cambiamento stagionale.

Quindi.
Apparentemente la maggior parte delle volte inseriamo un autopilota che ci fa dare per scontato i nostri miracoli quotidiani.

(Ari)Quindi.

I miei miracoli quotidiani - così che io possa rendere il terreno fertile per l'adempiersi di nuove entusiasmanti fatti e accadimenti.:

- il mio sistema immunitario che lavora un gran bene. Eh si. Con tutte queste influenze in giro, vuoi mettere non fare nemmeno uno starnuto?
- Il sole al mattino che invade la mia nuova cucina.
- Come da un uovo e un po' di farina possa crearsi un fantastico plumcake.
- La mia migliore amica che mi chiama Culetta. ergo, la forza di gravità che continua a lavorare a mio favore, nonostante i 33 anni.
- La neve.
- La rapidità con cui crescono i miei capelli.
- La delizia di alcuni melange di tè. Tipo  il thè des impressionistes di Mariage.
- Le rughette intorno ai miei occhi che trvo sempre più tenere.
- La potenza tutto sommato magnifica delle mie creme anti rughe che permettono a me medesima di non sorprendermi e intenerirmi troppo.
- La pioggia. e tutto cò che porta con sè.
- La musica sul mio iphone e la modalità shuffle.Riesce sempre a beccare le canzoni perfette per il mio umore.
- Il Natale.Che quando arriva, arriva. E arriva sempre. Sia che tu sia pronto, felice per accoglierlo o triste che ti spareresti. Arriva. e porta un calore nel cuore indescrivibile. Comunque.
- La vaniglia. Io la trovo miracolosa.
- La Luna piena.
- La stessa stella, che ogni volta che guardo il cielo è li, come anni fa a Saronno quando mio padre mi portò in giardino per mostrarmela, dicendo che proprio quella stella lì ci avrebbe fatto sentire vicini, in qualsiasi angolo del mondo fossimo.E io che sono una sbadata cronica, che soffro di short memory loss, ecco proprio io, ce l'ho impressa nella mente, e la trovo sempre, ovunque io sia.
- Piazza Duomo, al mattino presto e al tramonto.
- L'acqua calda.Sembra banale, ma per me è un miracolo. Vogliamo parlare di quando non esisteva e con meno 15°C si facevano al doccia.?Brr, dico solo. Io a quell'epoca sarei stata una zozzona.
- La pasta ripiena. I ravioli alla zucca, gli agnolotti...sono miracoli per le papille gustative. Punto.
- Il vino.
- La potenza di un sorriso.

(Stra) Quindi.

Morale?

Miracles are the norm. Chaos is the exception.




lunedì 29 ottobre 2012

This girl is on fire.


La settimana appena passata devo ammetterlo. E' stata parecchio difficile.



Sarà stata la pioggia?
No, a me la pioggia piace. 
Poi sentire il profumo di legna bruciata nell'aria, il freddo pungente che ti fa fare fumetti dal freddo quando esci la mattina  con il fiato e che ti dice che il Natale è molto più vicino di quanto lo si creda.E ancora le mele rosse e le zucche, la nebbia al mattino e quell'attesa verso la neve, che mi ha sempre rallegrato.
I miei 8 km quotidiani e le mani che si infreddoliscono e allora si cerca riparo nelle tasche per non arrivare con le unghie blu in ufficio.
Il melange di foglie per terra...e io vorrei guardare in alto ma è così bello guardare queste foglie colorate per terra, appiccicate alla terra, al marciapiede, e allora rimango affascinata e sembra che io sia triste perchè i miei occhi sono rivolti in basso, ma in realtà non è così.
E' un'apparenza.
O forse no, forse si sono triste e la scusa più facile in cui nascondermi dalla vista degli altri è proprio questa.

Sarà stato il famoso e temutissimo e condivisissimo PMS?
Forse, ma non così tanto.
Si perchè io soffro di PMS, come tutte le femminucce. Ma mi basta rifugiarmi in una buona cioccolata e quasi tutto passa.

Sarà stato lo stress per tutti gli eventi che mi sono ritrovata a gestire?
no, non credo, perchè ne sono abituata e poi perchè mi piace.Quindi questo lo escluderei.

Sarà che più mi guardo intorno più vedo persone che legittimano la teoria del risotto, e che pare per loro funzioni sempre?
Forse, ma nemmeno questo alla fine. Posso solo dire, ben per loro, un po' fessa io che continuo a credere il contrario.

Sarà che la casa non la sento mia, che la televisione è brutta e che non riesco a farla partire come vorrei?
Boh. MissBoh è tornata.

Sarà che ci sono giorni in cui manchi così tanto che mi sembra che tu sia qui, e che in realtà questi 4 mesi sono stati solo il frutto della fantasia malata di un elfo cattivo, che si è divertito a farci versare qualche lacrima.

Sarà che mi sono ritrovata nel vortice delle "prime volte".
La prima volta che cucino una cena per amici e lui non c'è.
La prima volta che vado in discoteca e al ritorno a casa non ci siamo "noi", ma solo io.
La prima volta che compro un abito, un qualcosa per la casa, obbligando la mia mente a non chiedersi cosa ne penserà lui, se potrebbe piacergli, se potrebbe trovarmi affascinante con quell'abito.
La prima volta che dormo per una notte di fila,dopo mesi, e lo sogno tutta notte. La prima volta che mi sveglio e non posso raccontargli il sogno, sentendo le sue rassicurazioni.
La prima volta che questo cumulo di delusione si trasforma in lacrime.
La prima volta che mi ritrovo a pensare a una battuta scema, che ci avrebbe fatto tanto ridere, e che invece non verrà condivisa.


Un autunno di prime volte,insomma.

E poi vagare con i ricordi, spinti da una nostalgia melanconica e ripensare a quelle ultime, di volte, che mai si pensavano come ultime: l'ultimo abbraccio, l'ultimo bacio, l'ultimo sorriso, l'ultimo scampolo di vita quotidiana. L'ultima vacanza insieme, l'ultima discussione, l'ultimo sguardo.Le ultime mani incrociate, l'ultima occhiata a quella che era la nostra casa, i nostri amici, noi, quando eravamo ancora noi.

L'ultima volta che le nostre gambe si sono intrecciate, fredde, sotto le coperte.

L'ultima volta che ti ho guardato dormire.L'ultimo buongiorno.

E tutto rimane sospeso nel tempo, come un ricordo in pausa, che non accenna a mettere il fast forward ma che rimane cristallizzato in un tempo ancora troppo vicino per non fare male.

E poi.

E poi c'è stata l'estate che ti ha stordito, drogato, non ti ha fatto pensare. E poi ti trovi a pensare alle cose che ho fatto da quando non ci sei più, accanto a me.E allora inizi a fare elenchi sterili, pensando che possano alleviarti un po' da questo turbine di sentimenti che ti inghiotte e non ti molla..c'è stata la nuova casa da cercare, i problemi con la famiglia, la ri organizzazione, il lavoro martellante e tutto. E tutto quanto poteva distoglierci da noi.

E poi ti trovi una sera a pensare ai se, ai ma, e ripensi, ripercorri...e poi ti trovi a convincerti che sei forte, che stai già andando avanti, e per ogni bugia, un muro che si solleva, e il cuore ne esce irrigidito, tremolante, asettico.

E allora cosa ho pensato di fare?
Di mettermi gli occhiali, infilarmi nel comfort look più comfort che io possa conoscere e cucinare. 
E fare un video di quello che cucinavo, così che possiamo riderci sopra, così che magari divento più famosa di Nigella. Anzi, sarò la Nigella italiana. Sisisi.
E poi però vado anche a Formentera e mi faccio fotografare dalla mia Gloria come quest'estate così faccio la versione sexy di nigella, che fa sempre bene, e il mio futuro marito con la barba apprezzerà, prima di rendermi sformata per i 4 figli che faremo insieme.
Eh si perchè la vita è qui nella speranza dei sogni che si fanno, per dirla cantata.

Così chè magari per l'inverno sarò pronta e non ci saranno più così tante prime volte.
Eh si perchè le stagioni cambiano, ma i cambiamenti che ti sconquassano l'anima sono quelli che riguardano le persone, il tuo mondo, quelli che il destino ci mette le sue mani, questo Destino che sicuramente ha molta più fantasia di noi.
Così che come dice la mia mamma, affrontalo questo dolore facendo cose, pensando pensieri che distraggono.
E quindi ecco il risultato.



E ovviamente una ricetta, che non manca mai e fa sempre bene.
E se questi muffin sono stati mangiati a iosa dal mio fratellino, potete contare sulla bontà di questi ultimi.

Vanilla cranberries muffin

150 gr di zucchero
90 gr di burro
1 bustina di lievito vanigliato
2 cucchiai di vaniglia
tantissimi cranberries disidradati
300 gr di farina
2 uova
un pochino di ottimo Rum
200 ml di latte

Infarinare i cranberries e lasciarli a riprendersi con un filo di buon rum.
Nel mentre setacciare la farina con il lievito e aggiungerci lo zucchero e le uova, e il latte.
Far sciogliere il burro a fiamma moderata e unirlo al composto, con l'aiuto di una frusta.
Dividere in pirottini e informare in forno pre riscaldato a 200°C, per 20 minuti.
Attenzione, creano una grandissima dipendenza.

per quanto riguarda il mio tentativo di video..ecco ridiamoci su. E a questo punto devo per forza girarne un altro vestita super gnocca con tanto di rossetto rosso, per rifarmi dalla sciatteria del mio look di questi...ma era una prova...quindi credo vada bene così.
:)
..e poi noi siamo chic anche in versione quattr'occhi, e tuta.





Hooda e Nura - Funkymama



Hooda. Hooda Hooda Hooda.


Ci siamo conosciute quasi 10 anni fa: io ero una pischella che muoveva i suoi primi passi nella moda, facevo da personal assistant a Luisa Beccaria.
Lei era una giovane donna che profumava di libertà, coraggio, avventura e opportunità.
Ci ritrovavamo insieme a ridere delle follie di quelle giornate passate a rincorrere sete e chiffon, tra una sfilata e una presentazione.
L’amicizia è cresciuta, le nostre strade hanno preso sentieri diversi, ma si riuniscono sempre.
Hooda per me è una sorella maggiore, che crede in me, mi incoraggia, mi sprona e mi sgrida, per poi però ricordarmi che alla fine andrà tutto bene, perché tutto si sistema.
Hooda è metà marocchina e metà americana, sposata con un sardo DOC e mamma di una bellissima bambina di 7 anni, di nome Nura.
Hooda è una lottatrice.
Hooda è la persona più entusiasta e piena di energia positiva, di amore, che io conosca.
Hooda ha un dono, e adesso ha deciso di metterlo a disposizione di tutti:è diventata life coach.
Il suo sito è  http://blossomandleap.com

Io posso solo dirvi che vi risolve la vita, e non è una promessa, così come lei non è una Santona.
Quello che dico è basato su fatti concreti.
Fate un check del suo sito e spread the love. Abbiamo tutti bisogno di essere salvati, una volta nella vita.
E lei è qui per tutti noi.
Se avete bisogno di contattarla per iniziare un percorso con lei, ecco le sua email:
hooda.soodi@gmail.com
info@blossomandleap.com

Eccole, lei e la sua bellissima bambina.



- Quando ti sei sentita mamma, per la prima volta?

Quando ero incinta!Ho sentito subito la sua forza. Mi ricordo di essermi sentita così benedetta per il miracolo che stava accadendomi. Nura è la mia luce. Nura infatti vuol dire Luce e sbocciare. Lei è infatti la mia luce e ogni giorno sboccia in un meraviglioso essere umano.

- Cosa sogni per Nura?

Voglio che lei viva la vita pienamente. Voglio che lei possa fare le sue scelte nella vita con convinzione e che si fidi di lei completamente. Voglio che conduca una vita facendo esattamente ciò di cui è appassionata, senza cercare di compiacere nessuno. Voglio che si senta libera, perché è ciò che esattamente è.

 - Com'è crescere un bambino facendo si che le sue radici, sia americane che italiane e in parte marocchine, convivano alla perfezione?

Io credo di essere fortunata ad appartenere a così tanti mondi. Vivo in Italia da più di 10 anni ora. Mio marito è italiano. Sono nata in marocco e la maggior parte della mia infanzia l’ho vissuta lì. Mia madre è americana e piena di determinazione e ottimismo. Credo non potessi desiderare di più per me stessa.
Quello che questo mi ha insegnato e che spero di trasmettere a Nura è di apprezzare tutte le culture e le genti, non importa da dove vengano. Se si spende tempo non solamente ad apprezzare e a notare ciò che è familiare, ma cercando di capire anche ciò che ci è sconosciuto, ecco. Allora si comincia a imparare, a crescere a essere aperti verso gli altri.



- Qual è il suo piatto preferito?

Mio marito cucina divinamente, sono una donna molto fortunata.Credo di essermene innamorata anche per questo motivo. Niennte fa più casa che un piatto di spaghetti.. E’ il mio piatto preferito, ed anche il piatto preferito di Nura.

-   Quale viaggio vorresti fare con lei?

Ho avuto la fortuna di viaggiare per lavoro in oltre 50 paesi. Racconto spesso a Nura dei miei viaggi…mi piacerebbe visitare con lei un posto dove nemmeno io sono mai stata, così da poterlo vedere insieme per la prima volta. Penso all’india. Sarebbe magico.

- Qual'è il tuo must have per i prodotti di Nura

Buona domanda. Dopo che ho avuto Nura, mi piace fare shopping, ma solo per lei.
Un nostro must have è il casco per la bici. Ci spostiamo a Milano solo in bici ed è fondamentale avere il casco.
Un altro must have sono i leggings colorati, con fantasia, che posso mixare con tutto.

- i tuoi must have.
My must have : il mio elmetto da bici arancione che risulta molto buffo..  e le mie vans.La mia giacca di pelle di  Roberta Furlanetto e i miei libri, senza i quali morirei credo.

 - una canzone per Nura


L'isola che non c'è di Edoardo Bennato...lei ama la musica...adora anche lady gaga!




-  Le tre R: rispetto verso te stessa, verso gli altri e responsabilità delle proprie azioni. Come si fa a insegnarlo?

Con l’esempio.Vedo così tante persone che dicono ai loro bambini di fare in un modo, per poi comportarsi loro stesso nella maniera opposta. Io penso che dare il buon esempio sia la forma educativa più potente.

-Tu sei una mamma multi tasking: lavori e ti occupi di lei. Come fai?qualche consiglio per poter conciliare tutto?
Nella nostra società l’essere multi tasking è associato a un valore positivo, ma dopo aver io stessa provato, fallendo, ho deciso di rallentare. Anche perché non credo di avere così tanto tempo a disposizione con Nura, prima che diventi grande, e vorrei concentrarci su the two of us. Quality time. Per quanto mi riguarda è la mia nuova filosofia: rallentare per godersi di più questa vita, e quetsi momenti così preziosi.
Stay in the present moment as my as possible. 

- In kids we trust: un gioco, un progetto un'idea per rendere un po' più kids friendly questa città.

Se  fossi magica aggiungerei parchi a questa città…tantissimi parchi, aree verdi dove si possa giocare, andare in bicicletta, sentirsi sicuri. Se ci fossero più parchi si potrebbe girare con più facilità, e passare più tempo all’aria aperta, anche in una città come Milano.


oggi mi trovate anche qui:


venerdì 26 ottobre 2012

Christmas Countdown . From Marieclaire.it with love


Ebbene si.
Mancano 61 giorni e 9 ore al Natale.
Io ormai sono da circa due settimane che con la scusa del party natalizio che devo organizzare per lavoro, sto ascoltando in loop i the best of di tutto ciò che abbia Christmas nel testo.
Penso agli addobbi, mi sono anche spinta al Christmas Village di milano, ma non ho ancora osato comprare nulla.




Ma è qui, lo sento, sta per arrivare.
lo sento nell'aria,quest'aria frizzante che mi pizzica le guance e le mani quando rientro alla sera a casa. Lo sento quando mi ritrovo a vagare con i pensieri ai regali che vorrei fare - e quelli che vorrei ricevere.
Per me Natale è famiglia, è calore, sono coccole. Sono ricordi che ri affiorano, mi sembra ieri che con la mia mamma ci ritrovavamo in cucina, a impastare i biscotti per Babbo Natale e per le sue renne.
Lei con i suoi dolcevita rosa chiaro di lana, io con il mio pigiama bianco a fiocchetti rosa.

Io amo le lucine bianche piccole, l'albero di Natale, le candele profumate di cannella, gli addobbi.
E' una meraviglia.
Non ci sono altre parole per definire questo.


E allora ecco la ricetta di questi biscotti, per preparaci a questo 24 dicembre, quando ci sarà la neve, la casa sarà tutto un luccichio, dal forno ci sarà profumo di vaniglia e dallo stereo si eleverà una canzone  che con dolcezza che ci ricorderà che our troubles will be out of sight, from now on.


Ricetta  dei “ BISCOTTI DI ALICE”

½ kg. Di farina bianca
2 uova intere
250 gr. Di burro
5 cucchiai da cucina di zucchero
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

Impastare il tutto sino a formare una palla di pasta che lascerete riposare 30 minuti
Quindi stendete la pasta con un matterello di legno . 1 cm . di spessore
Con gli stampini taglatela . metterla su una placca da forno antiaderente o in alternativa con sotto un foglio di carta forno.
Presicaldate il forno a 160° e infornate per 5 o 10 minuti ( a seconda del forno e comunque sino a che sono dorati)
Mettere su un vassoio a raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.

All’impasto volendo si può anche aggiungere un cucchiaio di cannella.
Una volta raffreddati metterli in una scatola.

oggi mi trovate anche qui

martedì 23 ottobre 2012

Big Girls don't cry.

scorci del mio armadio. Questa mattina di oro vestita, per la serie: quando Coco (Chanel) incontra Stella (McCartney) nel mio armadio. Momenti da ricordare con istantanee.



Church. Che mi tengono ben incollata alla terra ferma.

Ho un po' di cose oggi da dire.
Una sequela di pensieri sparsi, che forse va bene così, radunarli tutti insieme qui.

Parole, parole, parole.
Si perché oggi spero sia il flusso ininterrotto di input a creare un brusio che mi distragga da una giornata particolare: una ricorrenza, o meglio il ricordo di una ricorrenza, che forse è ormai solo nel mio cuore.
Ma non credo di volermi ora soffermare su come mi sento, cosa penso o cosa vorrei dire.
Mi avvalgo ancora per un po' di essere MissBoh.
Poi, ho un paio di fantastiche Church ai piedi, regalate dal mio papà il Natale scorso, che mi tengono ben ancorata alla realtà e al presente, per oggi.
E per tutto il resto c'è la vodka, questa sera.
:)


Quindi.

Quindi vorrei parlare di Francesca.
Ma più che di Francesca vorrei parlare del suo fantastico zio, il Signor Belli.
Scenario: terremoto in Emilia.
Suo zio allestì una tendopoli, contando solo sulle sue forze, economiche, spirituali e materiali.
Alcuni giorni aveva perfino 1000 persone in casa, nel suo giardino, alle quali con amore e cura cercava di far ritrovare un po' la serenità. un giorno con una zuppa calda, un giorno con un abbraccio, un giorno con una coperta.
Non ha mai avuto nemmeno un rimborso minimo dallo Stato, e nonostante questo, è andato avanti con la sua missione, facendo molto di più: ora che arriva il freddo, sta costruendo una sala polivalente, dove i bambini possano giocare, studiare, dove si possano celebrare le messe, dove far le feste. Insomma, un punto di ritrovo, per far si che la vita possa riprendere. la vita normale, quella fatta di sorrisi, di cose semplici che però, toh, guarda caso, scaldano il cuore e ridanno la forza di partire a chi ha perso tutto.
E questa struttura sarà in legno e in ricordo del cugino di Francesca, Marco, ovvero il figlio di questo zio così  buono, e al tempo stesso così forte e saggio da cercare di trovare un senso a questo dolore disumano: la perdita del figlio.
Marco è morto durante una scossa di terremoto, sbandando con la sua auto.
Ci sono poche altre parole da dire adesso, ma è solo l'azione che conta.

Se volete aiutare il Signor Belli, ecco i dati:

la donazione va fatta a BPER parrocchia di San Giovanni, causale in memoria di Marco Belli / www.ottalovemuffin.com IBAN:  IT08K0538766730000000422829


Quindi.

Ieri ho cucinato.
Si.
Sono tornata a casa, la televisione non va. Quindi ho messo il mio iphone nello stereo e ho fatto suoanre canzoni natalizie. Sapevo non sarebbe stata una serata facile. Quindi ecco.
Avevo le uova, avevo i cranberries, avevo persino il latte.
Vostra Signora delle Madeleines is back.
Ecco la ricetta, e questa la dedico veramente a tutte voi che con i vostri commenti, le vostre email e il vostro sostegno mi incoraggiate ogni giorno.
Ingredienti: cranberries disidratati,  150 gr di farina 00 setacciata, 125 gr di burro ammorbidito, 150 gr di zucchero, 2 uova grandi, 2 cucchiai di latte, 1 cucchiaino di lievito chimico, vaniglia (di quella buona però!)
 
Preparazione: Sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungete progressivamente la farina e il lievito, poi unite il latte e il burro ammorbidito. A questo punto aggiungete la vaniglia: mi raccomando però che sia buona, ottima e soprattutto bio. Mettete l'impasto in frigorifero per almeno 30 minuti. Nel frattempo preriscaldate il forno a 230°C. Versate poi un cucchiaio di impasto in ogni alveolo, e un cranberry in ogni cucchiaio e infornate a 220°C per i primi 4 minuti. Poi abbassate la temperatura a 180°C per altri sei minuti.
 


Quindi.

Quindi oggi  ho ricevuto un pacchetto meraviglioso da Christina. Lei lavora per Vogue Greece, e ci siamo conosciute durante l'ultima fashion week, a Parigi. Avevamo appuntamento per un re see in showroom. E poi, bum, il suo entusiasmo mi colpisce. Oltre a lavorare per il magazine infatti,Christina crea e produce accessori meravigliosi. Mi ha inviato due collane e un anello super rock and roll.Evviva, ora mi sento una versione nostrana di Kate (Moss). Lei è uao e fa shipping anche in Italia. Quindi scrivetele, ordinate pezzi.
Ecco il suo sito: http://www.countesswilhelmina.com/


Quindi.

Quindi io sono iscritta a una newsletter, da anni ormai.
Avevo smesso di leggerla, ora non passa giorno senza che io aspetti fremente l'arrivo di questa email.
Daily Kabbalah Tune Up.
Oggi la missiva si intitola: "A time for change"
In sintesi: siamo gli unici responsabili del film della nostra vita.Se non ci piace il film, dobbiamo cambiarlo.
No matter what, e soprattutto no matter il nostro passato.
Tutto si sistema, tutto si aggiusta e soprattutto tutto è ancora da cambiare, se non ci soddisfa.
Io devo ammettere che la mia vita mi piace. Mi piace tantissimo. Ne amo ogni singolo dettaglio.Poi certo, c'è la nostalgia, ma ci sta. poi certo c'è il famoso punto nero in  mezzo al foglio bianco, ci sono le giornate no, ma la mia vita mi piace moltissimo. Amo i miei amici, la mia famiglia, il mio lavoro, questo blog, e amo tutto il mio passato e tutte le scelte che mi hanno portato a essere ciò che sono ora.
Comunque, back to us. questa newsletter di oggi suggerisce di fare un inventario della propria vita, scrivendo ciò che non ci aggrada. Che siano dettagli, o pezzi più importanti di essa.
Le cinque cose che più amiamo, e le 5 cose che ci rendono tristi, o semplicemnte che vorremmo cambiare, per rendere il nostro film degno del premio oscar.
Quindi ecco i miei.

Top Five che amo, che mi rendono felice, che mi fanno sorridere, che rendono il mio film già straordinario

  1. La mia Famiglia
  2. I miei Amici
  3. Il mio lavoro e il mio blog
  4. Cucinare.
  5. Il mio guardaroba  :)
Top Five che vorrei cambiare, migliorare, sistemare, risolvere.
  1. Il mio conto corrente e la mia totale incapacità di risparmiare
  2. Il mio arrabbiarmi con i collaboratori qualora le cose non risultino smooth.
  3. La mia ansia verso il futuro
  4. L'aver abbandonato yoga
  5. Il mio essere umorale

Quindi, Yehuda sostiene che essere già in grado di evidenziare i missing point delle proprie vite, sia già l'andare oltre il problema.
E i vostri top five?
Se volete anche voi iscrivervi alla sua newsletter, ecco il sito: http://www.yehudaberg.com/


Quindi.

Voi usate Pinterest?
No perchè è la mia nuova addiction.
E grazie a Pinterest ho capito che:

  • Voglio un cane
  • Voglio un fidanzato con la barba
  • Voglio che nevichi 
  • Ho un problema di copertina con FB: continuerei a cambiare copertina con tutte le frasi uao che ci trovo sopra.
  • A tratti voglio una casa country chic
  • Ad altri tratti voglio una casa super moderna
  • Voglio la mia prossima festa di compleanno come un picnic.
  • Le righe non sono semplicemente un modo di vestire, ma un pezzo di anima.
  • per rendere la casa profumata di paradiso, basta mettere una tazza da caffè in forno per un'ora, piena di estratto di vaniglia.
Ecco. C'est tout per oggi.
La vodka ora mi aspetta.
Cheers.









lunedì 22 ottobre 2012

Del weekend ed altre certezze.

Cose che succedono in un tranquillo weekend di metà ottobre:



- metto shorts, infilo collant velate a pois e esco a mezzanotte per andare al Plastic, per poi trovarmi a ballare al 65 mq e tornare a casa al mattino, giusto perchè mi sono ricordata che veniva la nuova collaboratrice domestica.Ovviamente al mio look non mancava il cardigan, che io alla fine solo la donna cardigan - grigio che dona pure alla mia carnagione.


we dance. we laugh. we drink.In Vodka we trust.

- vado all'ikea con le mie amiche in spedizione: "solo un tappeto", e mi ritrovo a spendere 300 eurini, così. Perchè poi Ikea fa subito casa, basta un attimo. E allora si movimentano divani, mobili e si spostano cose. E ci si accorge che il nuovo salotto è pronto.
- Ho cucinato. Ho ripreso a cucinare. Per ben due sere.Tortelli di zucca, sabato sera, e domenica sera vellutata di zucca, piselli e aneto.Con tanto di Guinness, che ho scoperto che mi piace assai. Dublino, here I come, asap.Che magari trovo pure un Glen Hansard tutto per me.

L'Ikea fa dei mobili molto facili da montare: in compenso non si capisce come indossare i suoi costumi da halloween.

- Scopro la teoria del risotto, grazie a Micol: una sua amica aveva cucinato una sola volta un risotto al suo fidanzato. Di base è stata l'unica cosa che ha fatto per lui. E il suo lui lo ricorda ancora come il miglior risotto mai mangiato. Quindi, meno fai, più sei il fenomeno. più fai, più vieni data per scontata.
- Prenoto Londra per un tranquillo weekend di paura ad Halloween con la mia family. E ci saranno già gli addobbi natalizi.Per la serie: Oh. Uao.



- Bevi un aperitivo da Sant'Ambreus, vieni assalita da una nostalgia canaglia e camminando verso casa, capisci che certe cose non cambieranno mai: tua madre e il suo irresistibile impulso di pigolare, io e il mio irresistibile impulso di pigolare, il sorprendersi che un bellini al banco costa 15 eurini, ma poi ricredersi per i fantastici stuzzichini che lo accompagnano, la mia golosità per i lamponi, il mio iniziare a comprare addobbi al 15 settembre, l'aver paura del buio, il non sapere fare i conti, la mia passione sviscerale per le candele, la mia mania di farmi fare la manicure e la pedicure.
- Trovi la tweed run italiana. E ancora prima di capire se effettivamente riuscirai a parteciparvi, corri a cercare l'outfit perfetto. E ti domandi perchè non possa esistere un benefattore segreto che oltre ad arrivare con la cesta di vimini con dentro il cucciolo di King Cavalier, non ti regali anche una bicletta old fashion.




- Ti innamori alla follia di un tè, nello specifico del tè degli impressionisti di Mariage. E lo continui a bere, ad oltranza, fino a quando ti auto provochi una sovra esposizione alla teina che conseguentemente provoca palpitazioni a manetta.
- Ritrovi una tua amica di'infanzia, con la quale venivi mandata a sciare, dalle 7 del mattino alle 7 di sera, e passi un pomeriggio a raccontarti di quando si cantava Baglioni sulla seggiovia, con le dita ormai blu dal freddo. E poi parli d'amore, della tua vita fino ad ora, e sgorgano parole come lacrime, e tutto improvvisamente acquisisce senso. Ti accorgi anche che non sei la sola, ad avere il cuore spezzato.
- Ritrovi una persona che forse non se n'è mai andata, che ti ha sempre seguito da lontano, e che ti vuole bene. E che ti dice che sei bella. E allora tu ricominici a crederci.
- Ti accorgi che è passato un sacco di tempo da quando avevi per la prima volta pubblicato su FB VideoGames di Lana del Rey. E ti chiedi ora lei cosa farà: sposerà qualche rapper a bomba, così che possa ritornare agli onori della cronoca?Boh, nel frattempo cantiamo Blue Velvet, della campagna di H&M, e ci sentiamo subito più cool.
- Compri i biglietti per andare da Baglioni. Anzi a dire la verità la tua amica Caterina te li regala. E tu allora sei felice come una bambina, perchè sai già che perderai la voce cantando Avrai, Strada Facendo e Voglio andare via.
- Scopri per caso che aprono un nuovo servizio di consegne a domicilio.Qualsiasi cibo tu voglia a portata di click. Basta un attimo e Milano è NY.
- Cerchi di impietosire tuo padre per comprarti un nuovo Mac Book Air. Crolla tutto quando ti ricorda che non hai più 15 anni. Eppure come la perfetta teen, gli rinfacci si che però uffi, a mia sorella hai comprato il motorino nuovo.Peccatto che tua sorella abbia effettivamente 15 anni.E allora ti arrovelli per trovare un altro motivo percui sarebbe cosa buona e giusta ottenere nel lampo di mezza giornata un nuovo computer.

Ecco, quindi buon lunedì. E questa settimana tutti qui, che noi non festeggiamo halloween, bensì Stellaween. Nani e nanette sono pregati di venire vestiti con costumi spaventevoli e spaventosi. Pick a boo.










venerdì 19 ottobre 2012

Vorrei illuminarti l'anima, October Issue


Vorrei andare a Helsinki alla tweed run. Lo vorrei proprio tanto.Ma tantissimo.



Vorrei che non ci fossero sempre così tante discussioni, sopratutto per ciò che dovrebbe essere semplice e lineare.
Vorrei anche vincere il superenalotto. Ma non so nemmeno come si fa a giocarci.E poi vorrei di conseguenza qualcuno in grado di gestire i miei conti. Che io e la matematica proprio non andiamo d'accordo.
Vorrei che mi ritornasse la voglia di cucinare.
Vorrei non sentire in questo momento questo peso tra il cuore e la gola.
Vorrei che il venerdì fosse già weekend. Anzi no. Il venerdì mi piace tanto. Però allora vorrei che il lunedì fosse ancora weekend.
Vorrei un profumo al patchouli per la casa e vorrei un tappetto nuovo per l'ingresso, dal sapore un po' scandinavo.
Vorrei un Mac Book Air per poter scrivere da casa il mio libro, seduta in cucina, davanti a una tazza di tè fumante.
Vorrei andare a Alba a mangiare il tartufo, vestita di shetland e tweed.
Vorrei riempire i balconi di casa con nuove piante: un limone?un pino?un olivo?Ecco.
Vorrei parlare francese quando vado a prendere il mio cappuccino à emporter la mattina. Ma se lo facico credo potrei essere presa per sciocchina.
Vorrei conoscere Chris Martin e dirgli che in realtà si è sbagliato: non è Gwyneth l'altra metà della sua mela, ma io.
Vorrei il cucciolo di King Cavalier. Femmina, e chiamarla Charlotte York. Snob come me.
Vorrei il bauletto in saffiano di Mamma Miuccia.
Vorrei che Nesli mi facesse una serenata.
Vorrei avere le forze questa sera per andare al Plastic.
Vorrei imparare a memoria Krafty dei New Order.
Vorrei solo bere vino biodinamico.
Vorrei un'altra maglietta a righe.
Vorrei che il pennarello d'argento a punta esattamente perfetta non finisse mai.
Vorrei un altro anello di YSL.
Vorrei una nuova calamita per il frigorifero.
Vorrei avere sempre le labbra rosso lampone.
Vorrei prendere il primo volo per Formentera.Chè il mare d'inverno è proprio bello. Chè andrei a mangiarmi la pasta con i gambas al brandy e la battuta di jamon serrano da Can Carlos. Che passeggerei sulla spiaggia del Beso in compagnia dei miei pensieri e delle mie nostalgie. Che forse mi farei anche l'ultimo bagno di stagione.
Vorrei che le doppie punte e i capelli bianchi non esistessero.
Vorrei una nuova poltroncina per casa, per affondare la sera lì dentro e sentirmi coccolata, a prescindere.
Vorrei smettere di fare sogni come i video musicali dei Cardigans.
Vorrei la Nesso arancione di Artemide.
Vorrei illuminarmi l'anima, insomma. October Issue.







mercoledì 17 ottobre 2012

Una zuppa di porri e il mondo sembra più buono - From MarieClaire.it with love

I think careful cooking is love, don't you? The loveliest thing you can cook for someone who's close to you is about as nice a valentine as you can give.
Julia Child 







Interno sera.
Io, la mia amica adorata Caterina, e la bambina più cocca del mondo, Agatina.
Con chi, se non con loro si può inaugurare la stagione dei passati di verdura?
Quindi,  dicevo: mettiamo una sera a cena, le mie due pasticcine, una bottiglia di rosè, una nana che ha appena cominciato a fare scuola di danza, il primo giorno in cui si accendono caloriferi, le luci sono calde, la casa è tiepida, le risate sono contagiose.Aggiungici fede che passa per un mestolo di zuppa e un sano buon punto di vista maschile su argomenti vari et voilà. La serata perfetta è servita.
Cosa solidifica un'amicizia?
Sicuramente affinità elettive difficili da ritrovare.
E io e Caterina siamo amiche perchè:
- crediamo tutte e due a Babbo Natale
- ci piace fare la spesa nei mercati.
- ci piacciono le collant di lana
- adoriamo le righe, ma non disdegnamo i pois
- ci piace cucinare
- mangiamo un sacco di zuppe, di gnocchi e beviamo tanto vino rosso d'inverno e d'estate quello bianco
- siamo entrambe a disposizione delle stagioni
- usiamo a profusione vocaboli come confortante e confortevoli
- siamo pumplin addicted, ma io vivrei di zucca. Un po' perchè arancione, e a noi l'arancione piace, fa sempre tanto Hermes. E poi perchè è così buona. La mixi con la cannella e fa subito Natale.Poi la carrozza di cenerentola era una zucca.E poi fa halloween a New York e amiamo molto.

Ecco. Quindi una nuova ricetta, un passato di verdure che scalda, e che accompagnato a un rosè fresco, a un formaggio stagionato e del basilico fa scintille.





Vellutata di porri in amicizia


6 porri e 6 patate grosse 
latte
burro
panna da cucina fresca

Bollire le patate e i porri tagliati a cubetti grossi in acqua salata - giusto per coprire tutte le verdure- Passare al mini pimer il tutto e  aggiungere nel mentre il burro,  il latte e la panna. 
Aggiungere pepe tritato e les jeux son fait.
Più cremosa la si vuole più panna si aggiunge.
Si può sostituire la panna anche con il philadelphia.

oggi mi trovate anche qui:






martedì 16 ottobre 2012

ti muovi ma è il mondo che balla per te


Relazioni.
Relazioni 2.0.
Le relazioni adesso sono sempre più difficili.Sia che si parli di amore, di amicizia o di lavoro.
Perchè le conversazioni sono divenute email.
Il saluto è il tintinnio di whatzup e ci si da ormai appuntamento solo tramite blackberry chat.
Le discussioni avvengono via telefono e di solito il chiarimento tramite voce, per interposta persona dell'iphone in questione, è sempre una scocciatura, una "notevole perdita di tempo", perchè è preferibile risolvere tutto via email.
Facile, veloce, rapido, impersonale.
Così rimane tutto scritto.
Così ciò che è detto non cambia.
Si però si perdono le sfumature, si perdono gli occhi, si perde il contatto fisico con il nostro attante e con la realtà.Si perdono i profumi, gli odori della pelle, gli sfioramenti delle mani.Il gioco di sguardi che crea immediata complicità.


Si fa sesso più facilmente, più velocemente: si usa fare l'amore per conoscersi, mentre per fare l'amore bisognerebbe già conoscersi prima, da un po'. Dovrebbe essere la summa di un percorso di romanticismo.
Questo produce insicurezza, e le nostre fragilità costruiscono poi il nostro modo di pensare e di agire.
Essere gelosi è un'abitudine, la fiducia viene sempre meno.
Il tradire è consuetudine comune, quasi un incidente che però capita. E capita con troppa facilità.
Lasciarsi è divenuta l'unica via di fuga e invece di lottare si preferisce voltarsi e riprovare da capo, con altre persone, e il più delle volte, con lo stesso risultato finale.
Per la serie: cambiando gli ordini degli addendi, il risultato non cambia.

L'essere feriti è ormai d'uso comune.


Addirittura ora leggo sul wall street journal che le donne si sono re-impossessate del completo giacca e pantaloni, un po' la donna Armani degli anni fine '80, quella donna un po' cattiva, un po' aggressiva, che non importa come nè perchè ma se vuole una cosa, ecco sfoderare tutte le tattiche più astruse per ottenerla.
Una donna Miranda style, per dirla alla sex and the city.
E noi invece siamo fan di Charlotte York.
Poi leggo sul Corriere che l'80% delle coppie si addormenta senza bacio della buona notte.
Che gli americani, che evidentemente hanno un gran bisogno di dare un nome a tutto, hanno chiamato il dormire che io chiamo "pancino contro culetto",  heroic romantic movie scene sleeping position.
No veramente di cosa stiamo parlando?
Dov'è finito il pillow talk, quello che prima di dormire si  fa, occhi negli occhi, mani intrecciate e denti appena lavati?
E' finito nella routine, schiacciato dal peso del quotidiano, pare.
Ennossignori.
Se il momento storico che sto vivendo, dove sono stata eletta, mio malgrado,  la regina dei boh&non so, è abbastanza pesante da imporre una riflessione che vada oltre il mojito rituale dell'aperitivo, è anche vero che ormai questi benedetti trent'anni circumnavigati, oltre a imporci la crema antirughe per il contorno occhi, ci fanno chiaramente capire ciò che non vogliamo più.
E non vogliamo più chi ci da per scontate.
Chi assume  il diritto a una proprietà privata senza però fare prima formale richiesta correlata da fiori, tenerezze, qualche weekend romantico e coccole.
Chi pretende amore senza dare nulla in cambio.
Chi si mostra egoista.
Chi non ha il coraggio di difendere ciò che si costruisce con fatica.
Chi preferisce rimanere figlio e non diventare compagno.


E cara Silvia, questo post è un po' per te.
Eh si, proprio per te, sei sorpresa?
Ciao Silvia, sono Alice.
E anche io ho un mucchio di sogni infranti, di castelli crollati e un cumulo di macerie che aspettano di essere riassemblate.
Macerie che accarezzo con lo sguardo, con nostalgia, prima di dormire.
Perchè seppure macerie, quella era la mia vita, fino a 4 mesi fa.
Volevo scriverti subito, ma poi la quotidianità e Voldermort con i suoi sei eventi da preparare da qui a dicembre,  mi ha risucchiato.
Mi dici che il tuo Lui ti ha lasciata. Io invece sono stata portata a fare delle scelte, che forse non avrei preso, o forse erano semplicemente lì, da fare, ma che continuavo a non voler vedere, a posticipare, a trascurare, come il bugiardino delle medicine, che si accartoccia in fondo alla scatola e si cerca sempre di non leggere.
Mi chiedi come faccio ad essere forte.
Mi dici che sono di esempio per te.
Ti confido una cosa: forse non sono così forte.
Semplicemente come te, quando il magone è troppo imperante, corro anche io dalla mia famiglia a farmi consolare, a farmi proteggere, a farmi ricordare di me, del mio cuore e di quanto questo va protetto, perchè è prezioso, e non è un luogo comune.
Semplicemente come te, anche io mi sono ubriacata: di vita, di vino, di baci rubati, per dimenticare. Chè l'estate un po' ti droga e ti fornisce un effetto placebo che ti ammortizza il colpo. Per poi però presentarti il conto, da bravo pusher, con l'Autunno.
Semplicemente come te, anche a me si stropiccia il cuore tutte le volte che vorrei alzare il telefono per raccontargli la mia giornata e non posso, o quando c'è il sole e vorrei sedermi con Lui al tavolino di un bar per bere un cappuccio e leggere insieme il giornale.
O ancora quando la giornata finisce, invece che prendere il treno verso la nostra casa, verso quella casa in cui avevamo scelto ogni dettaglio insieme, arredato con amore e cura, dove Lui aveva creato uno spazio per me, dove io avevo imparato a cucinare, a rinunciare ai miei kili di abiti, tutti chiusi in un baule in soffitta per non  dare fastidio, ecco invece di sedermi lì, su quel treno troppo freddo d'estate e troppo caldo d'inverno, mi incammino verso una nuova casa.Dove manca tutto. Persino il divano. E in sala c'è l'eco. E il frigorifero di notte parla e mi fa sussultare. Dove forse ancora non riconosco gli spazi, al buio e mi sveglio un po' stranita, per la serie " Where Am I?"
Fa male quando si ripercorre il vissuto, scoprire che si è dato tanto, troppo a chi forse non ha saputo apprezzarlo, a chi forse non era semplicemente pronto ad accoglierlo. A chi poi purtroppo si è rivelato non essere più l'uomo di cui ci si era perdutamente innamorate.A chi più semplicemente, non voleva noi.
Fa male, perchè per la prima volta, nonostante tutto, si era pensato che lui fosse famiglia.Con tutto l'annesso e il connesso.
E non dico che l'amore possa scomparire così, dall'oggi al domani:  deve essere per forza ancora lì, ma non possiamo, cara Silvia, dimenticare la grande delusione che corrobora ogni spazio rimasto aperto.
E allora.
E allora si riparte da lì.
Perchè noi fanciulle dall'anima macramè siamo tough cookies, e ci meritiamo uomini che ci mettano al primo posto delle loro priorità, persone sicure del proprio amore e del loro voler essere,  in futuro, uomini che non si facciano spaventare da vecchi draghi stanchi, o da perplessità e vacillamenti che la vita, come duopo, porta con sè.
E allora si, cara Silvia: mettiamoci i nostri tacchi, sfoderiamo il rossetto rosso più brillante che c'è, lasciamoci conquistare, rapire, affascinare da tutti questi meravigliosi ragazzi che ci sono in giro.
E no, cara Silvia, noi non dobbiamo dimenticare.
Dobbiamo solo fare pace con noi stesse, dirci di stare tranquille, che siamo esattamente dove dovevamo essere.
Che abbiamo fatto e dato tutto quello che umanamente era possibile e che ora spetta a noi ricevere.
Che forse è normale non sentire più di tanto, quasi come se il cuore fosse un po' ibernato...ma va bene così, perchè questo darà a Colui che arriverà adesso, tutte le migliori carte da giocarsi per fare breccia nel nostro cuore.
Perchè adesso si che ogni possibilità è aperta.
Perchè ti dico un'latra cosa: perde, chi ama meno.
E sono certa, che come per me, non sia il tuo caso.
E che questa condizione di Regina dei non so presto finirà e riuscirò persino a scegliere la pizza in meno di dieci minuti, senza sentire quell'ansia attanagliante allo stomaco.

Quindi ora basta, abbandona ogni lacrima e ogni perplessità.
Leggi "the Secret" di Rhonda Byrne.
Compra delle mutandine sciocchine da Oysho, delle mutandine solo per te.
Regalati un bicchiere di vino.
E poi anche una crema al cioccolato o alla vaniglia, che migliora l'umore.
E pensa alle risate che ti aspettano, alle cene che gusterai, all'amore che riceverai, ai magnifici orgasmi - eh si chiamiamoli con il loro nome - che proverai.
Perchè là fuori scorrerai un sacco di campionario: dal maskio italiano, al galantuomo d'altri tempi, al messaggiatore folle per passare al friends with benefits, capitolando magari con il Caronte della situazione che ti traghetterà verso il tuo nuovo entusiasmante e incantevole futuro.
E ci stanno. Ci stanno tutti. E non si tratta di chiodo schiaccia chiodo, ma di hot and fun.

Quindi cara Silvia, keep up the good.
Sorridi.
E per il resto scrivimi, textami, whatever.
I'm here for you.








giovedì 11 ottobre 2012

Camilla, Parigi, I cannellè e i nipoti - From Marieclaire.it with love


“Maybe the cat has fallen into the stew, or the lettuce has frozen, or the cake has collapsed. Eh bien, tant pis. Usually one's cooking is better than one thinks it is. And if the food is truly vile, then the cook must simply grit her teeth and bear it with a smile, and learn from her mistakes.” 
 Julia Child, My Life in France




Oh Parigi.Io non me ne sarei proprio più andata.
Parigi dalle vie romantiche, dalla pioggia che rende tutto così incredibilmente luminoso e poetico, Parigi, con bolle di sapone che magicamente si diffondono nell'aria quando esci da un cortile. Parigi e Les Archives. Parigi e Il Marais.
Parigi e le boulangerie che profumano di serenità, i piccoli negozio di cioccolato, le macellerie agli angoli della strada, i supermercati che non sono mai così tanto super, anzi.

Ma dove trovi prodotti che sembrano usciti da una gourmanderie.
Io per esempio faccio scorta di lingue di gatto, cioccolati e marmellate, mieli e creme spalmabili. E biscottini. Insomma, una grande scorta che mi ha fatto pagare i kili in eccesso per la valigia in aereoporto, al rientro.


Parigi per me è soprattutto Camilla: un'amica speciale, un'amica del cuore, un'amica che mi segue con dedizione e amore da ormai 12 anni. Raccoglie lacrime, mi regala sorrisi. E mi ha fatto madrina del suo piccolo bebè, Louis.
E che bello fare la zia: mi sono esercitata, l'ho fatto adormentare, e me lo sono sbaciucchiato tutto.
Camilla mi fece scoprire quelli che per me sono un must. Non cè paris senza cannellè.
Mi ricordo che era una mattina pigra di un sabato di 8 anni fa, io ero ospite a casa sua e quello che poi sarebbe diventato suo marito, la mattina si svegliò presto e li andò a comprare.
Oh che bellezza.
Sono così morbidi, pacioccosi li definirei.
E allora ecco la ricetta.



Cannellès di Camilla

per 20 cannellès:

20 stampi per cannellè
3 baccelli di vaniglia
5dl di latte
50 gr di burro
500 gr di zucchero a velo
5 uova
5 tuorli
250 gr di farina
100 ml di sauterns
burro per gli stampi.

 Incidete il baccello di vaniglia e portatelo a ebollizione. Fate raffreddare il liquido e togliete la vaniglia.
Lavorate zucchero, uova e tre tuorli fino a ottenere una spuma soffice.Incorporare farina, latte alla vaniglia e metà del sauterns. Il composto così ottenuto deve rimanere in frigorifero per 24 ore.
Togliere la pastella dal frigorifero e lavorarla con una frusta. Mettete gli stampini in frigorifero e nel mentre scaldare il forno a 250°C. Mettete poi la pastella negli stampi e far cuocere per 15 minuti. Abbassate la temperatura a 120°C e cuocete per altri 50 minuti. Prima di servire, spruzzate con il vino rimasto.

oggi mi trovate anche qui: