La mia Parigi - parte due

La mia Parigi.
Parte seconda.

Cami e Giulia


Eccomi qui, con Camilla: gli ultimi due giorni con lei e i suoi bambini, ovvero i miei nipoti.
Lei che è un po' la mia coscienza, il mio Faro quando la notte è scura, ma noi amiamo le stelle quindi non ne abbiamo paura: ci si stringe solo un po' di più e ci si avventura verso una nuova aurora.

Tu che sei diversa. Almeno tu, nell'universo.

Questa è una spudorata e dichiarata lettera d'amore per lei, per te Cami,  quindi chi ha problemi di carie o diabete, salti questo post.

L'aria di Parigi che comincia a essere frizzante, con il profumo di pioggia e foglie bagnate, e le castagne matte che cominciano a cadere dagli alberi e le raccogli come tesori all'angolo della strada.




Le valigie fatte di fretta per correre da voi il venerdì sera e lasciarsi alle spalle quindici giorni di lavoro faticoso, pieno di stress, con tanta attenzione a parare colpi, coltelli, parole sussurrate piene di tutto tranne che gentilezza.

La luce gialla dalle finestre, quella che fa subito casa. Casa dove si intende un luogo di alleati, di abbracci e di anime che accolgono.

Il rumore incessante dei bambini, i miei nipoti : piovono baci dal cielo.
( Forse è vero, sono una madrina un po' pazza a cui piace cucinare in abito da sera e che ha una mania per il rossetto rosso, però io amo Giulia e LouLou. Ti prometto che veglierò sempre su di loro. Tipo che sul serio su di me puoi contare sia per scappare a St Trop quando tutto è "troppo" da gestire, sia per cene a base di passati di verdure e creme di avena e nasini che gocciolano e moci da raccogliere.)

L'arte del rossetto insegnata a Giulia, anni circa 3 e qualcosa e due gote rosa da mangiare.

La sera, addormentarsi con il respiro del piccolo LouLou, e allora il cuore ricomincia a battere al suo ritmo naturale, senza affanni: che le cose che contano veramente sono poche, ed allora io posso dire che  ero nel pieno di questa pochezza, che per me val più dell'universo: svegliarmi alle 4.30 del mattino e cullarlo fino a quando si riaddormenta e lui fiducioso si riaddormenta, in braccio a me.

Sapere di esserti stata d'aiuto, anche solo per poche ore.

Aver smesso di dover cercare per forza un equilibrio perfetto tra due vite che non coincidono, due Alici, una gipsy e una un po' cagnetta della moda, che fanno sempre più fatica a incrociarsi.

Parlare e sentirmi capita e ascoltata, fino in fondo.

Guardarti negli occhi e verificare che tu stessi bene veramente.

Cami sei sempre più bella, ma te lo dico sempre e te lo dirò per tutta la nostra vita: voglio solo vederti felice.

Tu che hai sorriso anche quando era così difficile persino provarci.
Tu che mi hai insegnato l'arte della pazienza.
Tu che non ti stanchi mai.
Tu che sei casa.

I nostri abbracci che sono il mio posto preferito per riscaldarmi.

Noi che salutandoci davanti al taxi ieri avevamo gli occhi pieni di lacrime: ci vediamo presto?
Si, certo che ci vediamo presto, ma presto per due sorelle è sempre troppo tardi e poi c'è il quotidiano che ci strappa via da quello che vorremmo avere il tempo di fare, dedicare, pensare.

Giulia, alle prese con il lucidalabbra. Che dire se non che tale zia Gipsy tale  nipote gipsy


LouLou, il mio petit prince.

La nostra camminata alle Tuileries con il cielo pieno di nuvole grigie che ci ovattava, un po' di pioggia che ci ha colte impreparate, strette sottobraccio a raccontarci gli ultimi mesi appena passati.

Noi che pensiamo che Parigi sia più bella quando piove, che il Sole non appartiene a questa città, che il Sole siamo sempre noi, quando ci ritroviamo.

Noi che il nostro stare insieme è così naturale, che è quasi impossibile spiegarlo. Che compriamo Aesop andando alla fonte originale e ci soffermiamo deliziandoci negli arredi fatti di legno australiano ripiantato.

Tu che mi hai fatto scoprire i cannelles, circa dieci anni fa.

Venerdì sera e un sushi sul tappeto con una bottiglia di vino, a sussurrare novità a bassa voce per non svegliare i nani.

Sabato mattina e il mercato: zucche e funghi.Un risotto per colazione. Fiori freschi e spezie.

Sabato sera e il mio nuovo ristorante preferito Vilia: pieno di lucine bianche come quelle di Natale e margherite di campo nei vasi. Tu sapevi che lo avrei adorato, anche se lo chef tatuato aveva serata libera :)

Sabato sera e gli occhi che si chiudevano ma andiamo a questa festa e allora via lanciate nella notte a chiaccherare con sconosciuti di moda e della nostra amicizia che i bambini hanno la baby sitter e allora rock and roll che ci ricordiamo di quando eravamo tutte e due in università e la vita era forse un po' più facile.Ma va bene così.




Mani che si incrociano.
LouLou che mangia madeleines come fossero pane, e che ormai mi ha rubato il cuore. Giulia che al mattino corre nel mio letto per guardare Peppa Pig insieme.

Quanto tempo abbiamo passato a chiederci se eravamo abbastanza per questa vita, ad affannarci dietro a quello che pensavamo di non avere per poi capire invece che tutto quello di cui abbiamo bisogno era proprio qui, accanto a noi, a portata di mano.

Questa per me è casa.
Tu sei casa.
I nostri momenti insieme mi regalano quella pace che sempre cerco e finalmente trovo quando immergo i miei occhi nei ricordi fatti di questi momenti vissuti accanto l'una all'altra.

Ti voglio bene, tua gipsy


Gipsy e LouLou


Risotto Zucca e Porcini dal marchè parisienne

Nel cestino della spesa:
mezza zucca
funghi porcini a iosa
prezzemolo
un pizzico di curry
brodo vegetale.
sale qb
2 cipollotti
1 porro
olio evo
Riso Arborio
burro

Andiamo ai fornelli:
Pulire la zucca, togliere la terra residua dai porcini e tagliare il tutto a dadini.
Nel frattempo, far rosolare i cipollotti con il porro, il prezzemolo e l'olio. Aggiungere il riso e farlo tostare per un minuto.
Coprire il tutto con il brodo caldo, facendo in modo che risulti sempre "bagnato" senza farlo asciugare mai troppo e  aggiungere la verdura.
Lasciare cuocere per circa 15 minuti e aggiungere una noce di burro. mantecare e servire con una foglia di prezzemolo fresca.


to be continued...







a gipsy in the kitchen | love, food, fashion.: La mia Parigi - parte due

lunedì 7 ottobre 2013

La mia Parigi - parte due

La mia Parigi.
Parte seconda.

Cami e Giulia


Eccomi qui, con Camilla: gli ultimi due giorni con lei e i suoi bambini, ovvero i miei nipoti.
Lei che è un po' la mia coscienza, il mio Faro quando la notte è scura, ma noi amiamo le stelle quindi non ne abbiamo paura: ci si stringe solo un po' di più e ci si avventura verso una nuova aurora.

Tu che sei diversa. Almeno tu, nell'universo.

Questa è una spudorata e dichiarata lettera d'amore per lei, per te Cami,  quindi chi ha problemi di carie o diabete, salti questo post.

L'aria di Parigi che comincia a essere frizzante, con il profumo di pioggia e foglie bagnate, e le castagne matte che cominciano a cadere dagli alberi e le raccogli come tesori all'angolo della strada.




Le valigie fatte di fretta per correre da voi il venerdì sera e lasciarsi alle spalle quindici giorni di lavoro faticoso, pieno di stress, con tanta attenzione a parare colpi, coltelli, parole sussurrate piene di tutto tranne che gentilezza.

La luce gialla dalle finestre, quella che fa subito casa. Casa dove si intende un luogo di alleati, di abbracci e di anime che accolgono.

Il rumore incessante dei bambini, i miei nipoti : piovono baci dal cielo.
( Forse è vero, sono una madrina un po' pazza a cui piace cucinare in abito da sera e che ha una mania per il rossetto rosso, però io amo Giulia e LouLou. Ti prometto che veglierò sempre su di loro. Tipo che sul serio su di me puoi contare sia per scappare a St Trop quando tutto è "troppo" da gestire, sia per cene a base di passati di verdure e creme di avena e nasini che gocciolano e moci da raccogliere.)

L'arte del rossetto insegnata a Giulia, anni circa 3 e qualcosa e due gote rosa da mangiare.

La sera, addormentarsi con il respiro del piccolo LouLou, e allora il cuore ricomincia a battere al suo ritmo naturale, senza affanni: che le cose che contano veramente sono poche, ed allora io posso dire che  ero nel pieno di questa pochezza, che per me val più dell'universo: svegliarmi alle 4.30 del mattino e cullarlo fino a quando si riaddormenta e lui fiducioso si riaddormenta, in braccio a me.

Sapere di esserti stata d'aiuto, anche solo per poche ore.

Aver smesso di dover cercare per forza un equilibrio perfetto tra due vite che non coincidono, due Alici, una gipsy e una un po' cagnetta della moda, che fanno sempre più fatica a incrociarsi.

Parlare e sentirmi capita e ascoltata, fino in fondo.

Guardarti negli occhi e verificare che tu stessi bene veramente.

Cami sei sempre più bella, ma te lo dico sempre e te lo dirò per tutta la nostra vita: voglio solo vederti felice.

Tu che hai sorriso anche quando era così difficile persino provarci.
Tu che mi hai insegnato l'arte della pazienza.
Tu che non ti stanchi mai.
Tu che sei casa.

I nostri abbracci che sono il mio posto preferito per riscaldarmi.

Noi che salutandoci davanti al taxi ieri avevamo gli occhi pieni di lacrime: ci vediamo presto?
Si, certo che ci vediamo presto, ma presto per due sorelle è sempre troppo tardi e poi c'è il quotidiano che ci strappa via da quello che vorremmo avere il tempo di fare, dedicare, pensare.

Giulia, alle prese con il lucidalabbra. Che dire se non che tale zia Gipsy tale  nipote gipsy


LouLou, il mio petit prince.

La nostra camminata alle Tuileries con il cielo pieno di nuvole grigie che ci ovattava, un po' di pioggia che ci ha colte impreparate, strette sottobraccio a raccontarci gli ultimi mesi appena passati.

Noi che pensiamo che Parigi sia più bella quando piove, che il Sole non appartiene a questa città, che il Sole siamo sempre noi, quando ci ritroviamo.

Noi che il nostro stare insieme è così naturale, che è quasi impossibile spiegarlo. Che compriamo Aesop andando alla fonte originale e ci soffermiamo deliziandoci negli arredi fatti di legno australiano ripiantato.

Tu che mi hai fatto scoprire i cannelles, circa dieci anni fa.

Venerdì sera e un sushi sul tappeto con una bottiglia di vino, a sussurrare novità a bassa voce per non svegliare i nani.

Sabato mattina e il mercato: zucche e funghi.Un risotto per colazione. Fiori freschi e spezie.

Sabato sera e il mio nuovo ristorante preferito Vilia: pieno di lucine bianche come quelle di Natale e margherite di campo nei vasi. Tu sapevi che lo avrei adorato, anche se lo chef tatuato aveva serata libera :)

Sabato sera e gli occhi che si chiudevano ma andiamo a questa festa e allora via lanciate nella notte a chiaccherare con sconosciuti di moda e della nostra amicizia che i bambini hanno la baby sitter e allora rock and roll che ci ricordiamo di quando eravamo tutte e due in università e la vita era forse un po' più facile.Ma va bene così.




Mani che si incrociano.
LouLou che mangia madeleines come fossero pane, e che ormai mi ha rubato il cuore. Giulia che al mattino corre nel mio letto per guardare Peppa Pig insieme.

Quanto tempo abbiamo passato a chiederci se eravamo abbastanza per questa vita, ad affannarci dietro a quello che pensavamo di non avere per poi capire invece che tutto quello di cui abbiamo bisogno era proprio qui, accanto a noi, a portata di mano.

Questa per me è casa.
Tu sei casa.
I nostri momenti insieme mi regalano quella pace che sempre cerco e finalmente trovo quando immergo i miei occhi nei ricordi fatti di questi momenti vissuti accanto l'una all'altra.

Ti voglio bene, tua gipsy


Gipsy e LouLou


Risotto Zucca e Porcini dal marchè parisienne

Nel cestino della spesa:
mezza zucca
funghi porcini a iosa
prezzemolo
un pizzico di curry
brodo vegetale.
sale qb
2 cipollotti
1 porro
olio evo
Riso Arborio
burro

Andiamo ai fornelli:
Pulire la zucca, togliere la terra residua dai porcini e tagliare il tutto a dadini.
Nel frattempo, far rosolare i cipollotti con il porro, il prezzemolo e l'olio. Aggiungere il riso e farlo tostare per un minuto.
Coprire il tutto con il brodo caldo, facendo in modo che risulti sempre "bagnato" senza farlo asciugare mai troppo e  aggiungere la verdura.
Lasciare cuocere per circa 15 minuti e aggiungere una noce di burro. mantecare e servire con una foglia di prezzemolo fresca.


to be continued...







14 Commenti:

Alle 7 ottobre 2013 14:51 , Blogger Lens & anything Else ha detto...

spero che questi post su Parigi non finiscano mai... che splendore!

 
Alle 7 ottobre 2013 15:30 , Anonymous A...lessandra ha detto...

2 amiche e una Parigi di quelle malinconiche ma confortanti...tanto grigia e piovosa quanto arancione zucca e rovere miele...belle voi e splendidi i pargolini...
quei mercati sono pazzeschi...ci ho lasciato il cuore!!!
bello ritrovarti amica...missed u so much

 
Alle 7 ottobre 2013 17:33 , Blogger alice agnelli ha detto...

ah chèrie!
grazie!
c'è la parte tre coming up...mercoledì!
bisou

 
Alle 7 ottobre 2013 17:34 , Blogger alice agnelli ha detto...

next time vieni!
<3

 
Alle 7 ottobre 2013 17:48 , Anonymous A...lessandra ha detto...

se next time vengo....sarebbe un SOGNO che diventa realtà. <3

 
Alle 7 ottobre 2013 22:48 , Blogger Clo ha detto...

Che bello leggere i tuoi post, veramente grazie gipsy, per condividere tanta meravigliositudine, evviva il miele e le carie, evviva parigi, evviva le amicizie indissolubili, evviva l'innocenza dei nani ahhahah, quanto bello è quando ci rendiamo conto che la vera felicità e veramente nelle piccole cose? perché si è vero, è faigo dirlo, ma pensarlo e sentirlo veramente è un altra cosa... Buon tutto sempre, semprissimo!
Clo

 
Alle 8 ottobre 2013 06:42 , Blogger Mimma Zizzo ha detto...

Grazie Alice....è sempre troppo bello leggerti...
"ci si stringe solo un po' di più e ci si avventura verso una nuova aurora" ecco cosa è per me l'amicizia.....

 
Alle 8 ottobre 2013 09:37 , Anonymous Anonimo ha detto...

Come sempre leggerti è un po' starti vicino...Per me la sensazione che si prova quando si incontra, finalmente, un'amica vera...è..."ora posso sedermi e riposarmi, anche in silenzio"...è quel sospiro di sollievo che ti sfugge quando sai che puoi essere te stessa e che sarai comunque capita.
Un bacino

Elisa

 
Alle 8 ottobre 2013 11:47 , Blogger alice agnelli ha detto...

è vero. super trés faigo sentire e provare queste meravigliose emozioni.
ti abbraccio chèrie.

 
Alle 8 ottobre 2013 11:47 , Blogger alice agnelli ha detto...

<3
evviva le nostre anime belle.
un bacio a te

 
Alle 8 ottobre 2013 11:48 , Blogger alice agnelli ha detto...

Cara elisa è esattamente così.
ti stringo xxx

 
Alle 8 ottobre 2013 13:50 , Anonymous Elena ha detto...

Cara Alice,
non appena ho terminato di leggere, ho pensato, come se stessi parlando direttamente a te,
trasferisciti a Parigi!!!.
Hai scritto veramente con il cuore (forse ancora più del solito) e mi è venuto spontaneo pensarlo.
Sei veramente fortunata ad avere delle amiche così speciali (..o forse perchè veramente speciale lo sei tu???)
Penso che dev'essere veramente bello parlare con te, secondo me tu sai ascoltare.
Mi capita sempre più spesso di parlare con persone che capisco che stanno pensando ad altro e così seleziono ancora di più....
ti abbraccio Elena

 
Alle 8 ottobre 2013 16:10 , Blogger alice agnelli ha detto...

cara elena sono io la fortunata ad avere intorno a me amiche così uao. E voi, che siete uao.
grazie grazie grazie. vi amissimo.
:)
cuori a tutte

 
Alle 11 ottobre 2013 19:46 , Anonymous Melania ha detto...

Meraviglioso, con le cose che contano tu ci scaldi il cuore, e tutto sparisce la paura di non essere all' altezza di un nuovo ed importante compito, un nuovo scenario, il freddo e la pioggia di oggi..
Tutto sembra più chiaro quando ci ricordi le poche cose che contano....
Baci,
Melania.

 

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